Storia Aziendale - Salvarani Story

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tecnica sì ma con sentimento
Storia di un Azienda che ha fatto la differenza
TECNICA SI, MA CON SENTIMENTO
1939: La storia aziendale dell’ azienda inizia il giorno in cui Gino Salvarani , un simpatico contadino e factotum che non sempre riusciva a sbarcare il lunario, viene affiancato nel piccolo laboratorio di falegnameria di Baganzola, piccola frazione di Parma, dal maggiore dei suoi figli, l’ allora tredicenne Renzo che fin da subito dimostra di essere un allievo solerte, sensibile, precocemente partecipe dei problemi della piccola “bottega” e fervidamente teso a risolverli, sia sul piano produttivo che su quello economico.

1946:  Finita la seconda guerra mondiale, Renzo Salvarani e il fratello Emilio, affiancati dall’ amico Ermes Ghidini, divenuti ormai ottimi falegnami, dotano il laboratorio di utensileria ed attrezzature meccaniche di nuovissima concezione da loro stessi ideate, riuscendo ad imprimere alla piccola azienda un confortante ritmo produttivo, con buone prospettive di sviluppo, dando alla piccola “bottega” un’ impostazione e una visione di tipo industriale.

1948: Le sopravvenute gravi difficoltà del periodo post-bellico finiscono con il compromettere seriamente anche l’ attività della falegnameria Salvarani, tanto che il padre Gino Salvarani, pressato oltretutto dagli impellenti bisogni della numerosa famiglia composta da ben sette figli, emigra in Argentina in cerca di fortuna, lasciando al ventiduenne Renzo tutta la responsabilità della famiglia.

1949:  E’ proprio a partire dal 1948 che Renzo Salvarani, sul qualesono venuti praticamente a pesare tutti i problemi dell’ azienda, comincia a dare prova, pur tra difficoltà, sacrifici e traversie che  scoraggerebbero chiunque, di quella eccezionale forza d’ animo, di quella tempra di lavoratore instancabile e di tenace organizzatore che sono fra le sue doti naturali e gli consentono, prima di risanare la situazione economica della sua azienda e, poi , di avviarla a nuovo e sicuro sviluppo, impegnandovi  i suoi più giovani fratelli e la stessa moglie Antonietta Murelli sposata nel settembre del 1948 (dalla quale nasceranno i figli Luigina, Claudio e Giovanni) in un instancabile fervore di attività e di passione creativa. Per questo, il nome di Renzo Salvarani non ha rappresentato soltanto la magnifica realtà da lui voluta, ma anche il simbolo di una famiglia unita e laboriosa che con la dedizione ed il sacrificio di tutti i componenti, con lo sconfinato amore per il lavoro, con l’ impegno senza limiti, con la esemplare onestà, ha creato le sue fortune e le fortune di migliaia di lavoratori, offrendo un contributo determinante al progresso economico e sociale della provincia di Parma.

1952:  Sul libro paghe della Salvarani figurano otto dipendenti. Nasce la produzione di tavolini porta radio che nel giro di pochi anni se ne produrranno 40.000.

1953:  Inizia la produzione in serie di mobiletti porta-bombole e porta-fornelli; pochi ma indovinati modelli la cui fortuna sarà legata al sempre maggior diffondersi del sistema distributivo del gas, soprattutto nelle campagne e nei piccoli centri.

1954: la vecchia “bottega” Salvarani diviene insufficiente: Renzo con il fratello Emilio, sempre coadiuvati dal loro amico Ermes Ghidini, costruiscono il primo edificio industriale di 400mq.

1955:  Si contano 22 operai e un impiegato, per la consegna dei mobili c’è un solo automezzo. La produzione dei mobiletti porta-bombole è di oltre 2.000 pezzi al mese e la rete di vendita copre ormai tutta l’ Italia Settentrionale. Di questi mobiletti ne verranno prodotti più di 50.000.

1956:  A Renzo ed Emilio si affiancano i fratelli Antonio e Gianni. Viene ultimata la costruzione di un secondo edificio industriale. Su ogni modello appare il marchio di fabbrica Salvarani: una firma che garantisce la qualità ed il valore del prodotto. Una grossa intuizione di Renzo Salvarani che contribuisce ad una sempre più rapida e positiva diffusione del marchio. La produzione si estende ad alcuni mobiletti per bagno e a mobiletti pensili da sistemare sopra a quelli dei porta-bombole. Dalla praticità di questa soluzione l’ idea della componibilità: alla Salvarani nascono le prime cucine. Sono i primi mobili componibili per cucina che siano mai stati prodotti in grande quantità industriale in Italia ed in Europa. Una eccezionale capacità previsionale di Renzo Salvarani che ha saputo vedere nel crescente sviluppo dell’ edilizia e nell’ aumento progressivo del benessere un sicuro indirizzo delle mutate esigenze del vivere la casa. Anticipando i tempi e provocando una svolta decisiva nella impostazione tecnologica di tutto il settore del mobile. Renzo Salvarani applica per primo alla produzione di serie della sua azienda una speciale vernice “poliestere” colorata resistente agli acidi , agli agenti atmosferici e stabile nel tempo. In seguito, per garantirsi una qualità costante e assicurare ai suoi prodotti una materia prima con tutte le caratteristiche tecniche a lei necessarie, produrrà direttamente questa vernice.

1957: Le richieste di mobili componibili per cucina aumentano sempre di più: di pari passo Renzo adeguerà la produzione della Salvarani.

1958: Renzo ed Emilio costruiscono i nuovi capannoni, fino a raggiungere i 2.000 metri quadrati coperti. Entrano in funzione – per la prima volta nell’ industria del mobile – potenti impianti per l’ aspirazione della segatura e delle particelle di legno. I dipendenti sono ottanta.

1959:  Negli stabilimenti di Renzo ed Emilio inizia la produzione di cucine in legno rivestite esternamente e internamente in laminato plastico. Con un procedimento esclusivo progettato e realizzato nel proprio stabilimento, Renzo e il fratello Emilio riescono ad ottenere la curvatura del laminato. Nasce il modello “tradizionale” una linea e una praticità fino a quel momento inedite in una cucina. Il 30 giugno 1959 Renzo ed Emilio Salvarani decidono di costituire la “Salvarani snc” e regalano l’ ingresso in società ai fratelli Antonio, Gianni, Luigi e Mario che rivestiranno successivamente ruoli operativi di responsabilità.

1960: I dipendenti sono 150, 4.500 i mq coperti.

1961: a Varedo, a pochi chilometri da Milano, Renzo inaugura il primo deposito Salvarani: avrà funzioni di coordinamento, magazzino e servizio. A Pescara, la ditta Casabella è il primo negozio che vende esclusivamente cucine Salvarani. Inizia così una radicale riforma del tradizionale e dispersivo sistema di vendita: l’ eliminazione dei rappresentanti e la creazione di una propria organica rete di vendita segna l’ inizio di un primato che resterà incontrastato. Entra nei circuiti cinematografici il primo short pubblicitario Salvarani.

1962: I negozi Salvarani aumentano in tutta Italia. E per ogni negozio, tante grandi insegne luminose, accese anche di notte nel cuore delle città, a diffondere ovunque il nome Salvarani. Renzo decide di avvalersi di un primo staff dirigenziale per la conduzione dell’ azienda che ha raggiunto in quest’ anno i 380 dipendenti e i 10.000 mq di capannone. La Salvarani è diventata l’ industria leader del suo mercato. In novembre Renzo  costituisce il “Gruppo Sportivo Salvarani”. E’ una grande iniziativa che permetterà di rendere più intenso il dialogo con il grande pubblico e di portare il nome Salvarani nel cuore di milioni di sportivi. Le prime vittorie confermarono la validità di questa idea che contribuirà ad accelerare e rafforzare la notorietà del marchio fino a raggiungere punte eccezionali.

1963: Nasce la “Export”, una cucina concepita per soddisfare le reali esigenze del momento; dimensioni, linea, colori e prezzo ne fanno la cucina giusta, al momento giusto.

1964: Iniziano le esportazioni: la Francia è il primo paese a richiedere le cucine Salvarani. Vi sorgeranno in pochi anni 9 depositi e centinaia di punti vendita. Renzo con uno stanziamento pubblicitario ragguardevole è il primo industriale del settore ad utilizzare i grandi mass-media per un completo, continuativo programma di diffusione. A Baganzola viene inaugurato il palazzo che ospiterà la Direzione e gli uffici dei successivi anni. Alla fine dell’ anno, i metri quadrati coperti sono 28.000.

1965: In marzo Renzo costituisce la SARE, nuova società del Gruppo Salvarani che produce e vende con organizzazione propria mobiletti per il bagno e la casa. Nei successivi tre anni Renzo Salvarani porterà la nuova firma a occupare 300 persone, costruirà a Basilicanova in provincia di Parma un capannone di 25.000 mq e raggiungerà quote di mercato di primaria importanza nel settore dei mobili da bagno. Renzo Salvarani insieme ai suoi fratelli e ai campioni di ciclismo del Gruppo Sportivo Salvarani di ciclismo vengono ricevuti in udienza privata da Sua Santità Papa Paolo VI. In novembre a Castelvetro di Modena Renzo costituisce la SIPTEA, altra azienda del Gruppo Salvarani, per la produzione di pannelli per le cucine. Per il Gruppo Sportivo Salvarani è un’ annata trionfale: i campioni della Salvarani vincono il Giro d’ Italia con Vittorio Adorni, il Tour de France con Felice Gimondi, il Campionato Mondiale di ciclocross con Renato Longo. Il 24 giugno 1965 la Salvarani sponsorizza il primo concerto dei Beatles al Vigorelli di Milano.

1966: A Palermo, Napoli, Catania si aprono le prime filiali; sono negozi guida di proprietà diretta della Salvarani per agire su un mercato ancora nuovo. E’ una politica distributiva rivoluzionaria nata dall’intuizione di Renzo. Libera dalle vincolanti posizioni già esistenti, vuole essere una presenza viva, totale, proprio dove sorgono i nuovi nuclei sociali. In dicembre Renzo e i suoi fratelli costituiscono la Germal, altra azienda del Gruppo Salvarani, per distribuire altri modelli di cucine con una rete distributiva autonoma, per conquistare nuovi settori di mercato. Basteranno pochi mesi per acquistare i primi 500 clienti. Nel giro di pochi anni diventeranno 1.200 e la nuova società raggiungerà il secondo posto sul mercato nazionale. In Francia i punti vendita sono già 1.000 . Iniziano le esportazioni in Grecia. Progettata in primavera, la cucina componibile “Comfort” viene presentata in settembre al Salone del Mobile Italiano. Si tratta di una cucina di grande prestigio che riassume un’ esperienza decennale. Una esclusiva, speciale curvatura del laminato ne caratterizza la linea. Il 30 maggio la 13° tappa a  cronometro del 49° Giro d’ Italia parte ed arriva nello stabilimento Salvarani. La vittoria di Vittorio Adorni, capitano della squadra Salvarani, completa il già importante successo mediatico.  Il 14 giugno 1966 il Presidente della Repubblica Saragat nomina Renzo Salvarani Grande Ufficiale all’ Onore e al Merito della Repubblica Italiana.

1967: La Salvarani ha raggiunto i 35.000 metri quadri coperti e i 1.400 dipendenti. Si progetta il nuovo grande stabilimento che si affaccia sull’ Autostrada del Sole. Saranno 250.000 mq coperti su un’ area di 1.000.000 di mq. Iniziano le esportazioni in Belgio e viene assegnata alla Salvarani la “Coppa del Buon Gusto Francese”.

1968: Continua l’ incremento produttivo e vi è un allargamento della sfera di azione su nuovi mercati mondiali. I sondaggi rilevano che la Salvarani ha raggiunto una notorietà globale del 73%. Le prime esportazioni in Spagna e Portogallo aprono nuovi mercati.

1969: Il parco automezzi Salvarani conta più di 100 grandi camions appositamente attrezzati e viene completato di un servizio containers, il primo adottato dall’ industria del mobile. Coi nuovi stabilimenti iniziano le produzioni di armadi guardaroba, camerette, mobiletti in legno e laminato. Renzo pensa ad una casa completamente arredata Salvarani. Viene inaugurato il nuovo ristorante aziendale: può servire 5.000 coperti al giorno. Il nuovo modello di cucina “Pretty” ottiene subito un largo consenso.

1970: A Parigi, Renzo e i suoi fratelli costituiscono la Salvarani France e viene potenziata la rete commerciale francese. In Italia i negozi diventano 5.000. Il 2 giugno il Presidente della Repubblica Saragat nomina Renzo Salvarani Cavaliere del Lavoro. È il più giovane insignito di tale titolo d’ Italia.

1971:  Inizia il lancio commerciale di arredamenti per camere da letto. Renzo Salvarani presenta la cucina “Long Line” realizzata con nuovi criteri di design ed eccezionali tecniche.

1972:  E’ l’ ultimo anno del Gruppo Sportivo Salvarani col ciclismo.  In dieci anni il Gruppo sportivo Salvarani di ciclismo trionferà ben 447 volte, annoverando tra i successi più importanti 5 campionati del mondo, 15 campionati italiani, 18 Giri e 42 classiche. Da ora in poi l’ attività pubblicitaria viene incentrata su altri canali.

1974:  In Salvarani si realizzano nuove linee di prodotti e viene costituita la Divisione Vendite Speciali per il settore edile e per l’ arredamento di scuole e comunità. Viene realizzato un nuovo stabilimento a S. Secondo Parmense per la costruzione di ante per cucina: la Comsa.

1976: Per tre anni la Salvarani sponsorizza a marchio Germal la squadra di baseball della città. Tra i trofei più importanti vinti nel triennio si annovereranno due scudetti e due Coppe dei Campioni.

1977: Vengono realizzati altri prodotti innovativi e sviluppata la rete commerciale internazionale. Si costituirà la Salvarani Canada, la Salvarani Andina e realizzeranno centri di assemblaggio in Arabia Saudita, Kuwait ed in numerosi altri paesi dei cinque continenti. I dipendenti e i collaboratori sono oltre 3.000.

1978:  I fratelli Salvarani, sotto le pressioni sempre più incessanti delle forze sindacali, dell’ associazione industriali della città e della politica cedono il comando dell’ azienda a una equipe di manager capitanati da Gaetano Calabria, ex manager della Mondadori, e Antonio Marchi, noto finanziere parmense ed ex presidente dell’ Unione Parmense degli Industriali. L’ obiettivo è quello di dare un’ impronta più manageriale all’ azienda. Questo cambiamento al vertice, auspicato e sostenuto dalle Unioni sindacali, dalle Istituzioni, dall’ opinione pubblica e dall’ Unione Parmense degli industriali nelle persone del Direttore Generale Giorgio Orlandini e del presidente Giuseppe Zanardi, nel breve arco temporale di sei mesi porterà come risultato al dissesto e alla totale estromissione dei fratelli Salvarani dalla società in favore della Industrialfin, società parmense di industriali capitanata e diretta da Antonio Marchi e amministrata da Vincenzo Medioli.

1979 -1981: L’ Industrialfin agisce in questo arco di tempo operando numerosi tagli al personale e ai servizi aziendali, dimostrando di non avere la volontà e le capacità necessarie per mantenere le aspettative, per ragioni tecniche, commerciali e, soprattutto, gestionali. Antonio Marchi chiederà quindi  l’ammissione all’ Amministrazione Controllata. I dipendenti nel frattempo sono passati a 1.800 .

1982–1986: Sono gli anni dell’ Amministrazione Straordinaria a cura dell’ Avvocato Contino, il quale riduce l’ organico dell’ azienda a 260 unità per quindi portarla in vendita.

1987-1995: La Salvarani viene venduta al Gruppo Romagnoli che riuscirà “a mantenere a galla” il prestigio del marchio, senza però riuscire a riportarlo agli antichi splendori. Successivamente per problemi riguardanti il Gruppo di aziende di Romagnoli, la Salvarani viene travolta da una nuova crisi e deposita in tribunale l’ istanza di concordato preventivo. I dipendenti sono ormai ridotti a 130 unità.

1996-2011: Il Gruppo Feg della famiglia Elli di Giussano acquista il marchio Salvarani senza mai riuscire a rilanciarlo pienamente. Alla fine, per il dissesto finanziario del Gruppo Feg, il marchio Salvarani viene coinvolto nel concordato preventivo della azienda madre.

2012- 2017: E’ un lungo ed immeritato periodo d’inattività del marchio. Le aste del marchio si susseguono l’ una all’ altra, ma senza alcun esito.

2019: Giovanni, figlio del Cavaliere del Lavoro Renzo Salvarani, matura l’ idea del rilancio del marchio partendo da “Salvarani Story”. Egli decide di attivarsi per ridare prestigio al marchio  che da oltre cinque anni è rimasto inutilizzato.








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